TEMPO DI STUDIO: 30 MINUTI
PERIODO: OttobreInterazioni tra cariche elettriche :
la legge di Coulomb
Come si è già osservato, la proprietà fondamentale dei corpi elettrizzati è quella di dar luogo a reciproche azioni repulsive o attrattive a seconda che le cariche da essi portate siano dello stesso segno o di segno contrario: a questi tipi di interazione, data la loro particolare origine, viene dato il nome di forze elettriche.
Lo scienziato francese Charles-Augustin de Coulomb, adottando la bilancia di torsione, da lui stesso inventata per la misura delle forze, mise in luce che queste forze (chiamate anche forze coulombiane) sono tanto più intense quanto maggiori sono le quantità d’elettricità portate dall'uno o dall'altro dei corpi elettrizzati; variano notevolmente al variare della distanza che separa i corpi elettrizzati; sono influenzate dal mezzo fisico che circonda i corpi elettrizzati.
Egli arrivò all’enunciazione della seguente legge sperimentale (legge di Coulomb):
"Due cariche elettriche puntiformi Q1 e Q2 si attraggono (se di segno contrario) o si respingono (se dello stesso segno) con una forza F che è proporzionale al prodotto dei loro valori ed inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza d che le separa". Questa legge trova la sua espressione matematica in una formula del tipo:
Il valore numerico della costante di proporzionalità K (costante di Coulomb) dipende dalle unità di misura adottate per la forza, per la distanza e per le cariche.
E' importante osservare, che in ogni caso la costante K dipende anche dalla natura del mezzo fisico che circonda e separa le due cariche elettriche.
Per quanto riguarda la misura delle quantità di elettricità Q, essendo in pratica molto scomoda esprimersi per mezzo del numero, sempre straordinariamente grande, delle cariche elementari che partecipano ai fenomeni di elettrizzazione, si preferisce adottare come unità di misura non già la carica elementare, ma una quantità multipla di essa che viene denominata coulomb (C).
